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STORIE DAL TMS – Maria Novella Sbaraglia: Per te, Atleta

“Per te, atleta, che traversasti paesini e città, unendo Stati nel tuo andare”

Chissà perché mi ci sono voluti un po’ di giorni per elaborare il Trail dei Monti Simbruini, in particolare in Gran Trail con i suoi 84km e 6000 m di dislivello.

Vari anni di orienteering, ma l’esperienza organizzativa notturna mi mancava. E la notte invece di mascherare e coprire tutto, rende paradossalmente tutto molto più chiaro. Rende le persone più scarne e più sincere. E’ stato bellissimo stare alla “base vita” di Filettino, al 41° km, soprattutto per il fatto che gli Atleti, lontani dai riflettori dello start e del finish, lontani dal tifo e dai passaggi col pubblico, sono molto più veri. Perché chi sorride nel silenzio del bosco, sorride sempre.

Non voglio mitizzare gli Atleti, sarebbe pericoloso per loro e anche irrispettoso. Perché preparare una gara del genere, con anni di allenamenti e sogni da inseguire, con piccole soddisfazioni personali e tanta forza, conta molto di più delle apparenze. E certe piccole grandi vette come il Tarino e il Viglio non perdonerebbero comunque l’eccesso e certi passaggi notturni come la zona delle fonti e l’ascesa al Santuario della Santissima non gradirebbero troppe grida. Chi era lungo i sentieri più belli ha raccontato di emozioni profonde nel vedere tante piccole lucine che avanzavano nella notte della montagna.

Emozioni come di quel battere forte il cuore quando Nicola Bassi, il primo atleta, era stato segnalato in radio sul Tarino, e poi a Monna Forcina e poi all’Arena bianca e pensare “ma cosa dobbiamo fare quando arriverà?”. L’unica cosa che mi è venuta da dire è stata “benvenuto nella base vita di Filettino”…ore 03.02.

Ogni Atleta è una Persona. Quella notte ha visto chi rideva, chi era concentrato, chi già stanco, chi ha chiesto “siamo al 60° km, vero?!” e l’unica cosa che ho avuto il coraggio di rispondere è stata “bè…un pochino meno” (intendendo 20 km di meno). Chi era immerso nei suoi pensieri e chi cercava uno sguardo. A Filettino quegli Atleti avevano appena salutato il Tarino e decidevano se andare a fare visita al Viglio col suo Gendarme. 1100 m di dislivello. L’alba alle porte. Il pensiero sulla vetta ma le gambe ancora laggiù.

Ed è incredibile come siamo riusciti a sentirci uniti tra le tante postazioni lontane e sperse sulla e nella montagna. Almeno io ho avuto questa sensazione. Ho avuto la percezione che quei cuori e quelle gambe portassero con sé un filo, una scia che stava unendo i posti più belli e incontaminati della nostra terra. Non ci siamo sentiti mai soli laggiù, piuttosto mi veniva da pensare alle persone con le quali non riuscivo a condividere quei momenti.

E anche gli Atleti non si sono sentiti mai soli. Quello che ci dicevano sulla tracciatura del percorso, sui collegamenti radio, sulle postazioni, sui ristori è stato il conforto più grande.

Gli Atleti con l’A maiuscola sono tutti… coloro che si sono ritirati…quelli che a Filettino e a Campo Staffi si sono sdraiati sulla branda in tenda. Ho visto alcuni di loro sprofondare a dormire, altri indecisi se continuare e ai quali ho solo potuto dire la verità “la fatica che vi aspetta è ancora tanta, ma vi assicuro che lassù è uno spettacolo”. Ho apprezzato coloro che hanno riconosciuto i loro limiti, coloro che hanno dato il max, proprio perché lo sport mi ha insegnato i pochi valori importanti con i quali misurare la Vita, mi ha educato a perdere e a vincere, mi ha mostrato che il risultato è solo la realizzazione di un percorso mentre ciò che conta sono i passi che affronti prima di arrivare.

Dalla 13 alla 84 km, le velocità di gara e gli sforzi sono diversi, ma l’istinto primitivo di esplorare e forse conquistare nuove terre è ciò che le accomuna. Guai ad affrontare certi terreni solo per arrivare ad un risultato…il trail o lo senti dentro o non puoi inventare un passo apposta.

Grazie a questa terra dei Simbruini, piccoli Appennini con grandi viste, campi carsici e ricche fonti, flora e fauna nascoste ma di alta qualità. Una terra ancora da unire, e che si può unire solo passo dopo passo.

Grazie all’intero staff, a chi in questo gruppo si è assunto grandi responsabilità, a chi non si è mai tirato indietro e a chi ha sempre avuto una battuta pronta. Grazie per quello che ho imparato. Grazie a tutti i volontari che hanno accettato la bellezza della sfida…certe cose si fanno solo perché esiste la passione di vivere, nessun altro interesse. E grazie come sempre allo SPORT, allo sport quello vero. Allo sport che questa poesia mi ha sempre ispirato:

“per te Atleta, che sai di freddo,
di calore,
di trionfi e di sconfitte,
che no, non lo sono.
Per te che hai il corpo sano,
l’anima larga e il cuore grande.
Per te che hai molti amici,
molti nonni,
l’allegria adulta,
il sorriso dei bambini.
Per te che non sai né di gelo né di sole,
né di pioggia né di rancori.
Per te, atleta,
che traversasti paesini e città,
unendo Stati nel tuo andare.
Per te, atleta,
che disprezzi la guerra e sogni la pace”

cit. Miguel Sanchez

Maria Novella Sbaraglia – Staff e responsabile di gara TMS

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