Subiaco sorge adagiata nel cuore verde della Valle dell’Aniene e per importanza storica, estensione del territorio e numero di abitanti può essere simbolicamente considerata la “capitale dei Simbruini”. Le sue antiche origini, la presenza nei secoli di personaggi di rilievo assoluto e la grande quantità di monumenti ancora oggi presenti la rendono dal punto di vista storico una delle cittadine più importanti del Lazio e di tutto il centro Italia. Non da meno sono le bellezze naturali del suo territorio, solcato dal Fiume Aniene e per buona parte facente parte del Parco Naturale dei Monti Simbruini.

IL PAESE

Il nucleo originario del paese, che ad oggi conta circa 9.400 abitanti, sorge a 400 m.s.l.m. sui fianchi di un colle posto alla destra orografica del fiume Aniene. Subiaco è ricca di monumenti ed opere di elevato interesse storico ed artistico, tanto da rientrare nella prestigiosa cerchia dei Borghi più belli d’Italia.

LA STORIA

I territori di Subiaco, sebbene abitati sin dai tempi degli Equi e dei Latini, iniziano ad essere menzionati storicamente da quando l’imperatore romano Nerone decise di costruirvi la sua dimora estiva. Insieme alla sfarzosa villa l’imperatore fece costruire tre dighe lungo il corso del fiume Aniene, le quali arrestando l’impetuoso scorrere delle acque davano vita a tre laghi artificiali, conosciuti come “Simbruina stagna“. La stessa etimologia del toponimo Subiaco deriva dal latino “Sub Lacum“,  ossia “sotto il lago”, con un chiaro riferimento al complesso idraulico fatto costruire da Nerone subito a monte dell’attuale abitato.

Alla fine del V secolo arrivò a Subiaco Benedetto da Norcia, il quale dopo aver vissuto per tre anni come eremita in una grotta (dove sorge oggi il Sacro Speco), fondò dodici cenobi nella Valle dell’Aniene (il primo dei quali proprio sui resti della Villa di Nerone, all’epoca già abbandonata) dando il là alla diffusione del monachesimo benedettino in Italia prima e nel resto d’Europa poi. Nel 520 sempre ad opera dei benedettini venne fondato il monastero intitolato a Santa Scolastica, sorella di Benedetto; nel 1465 nello stesso monastero venne stampato con la tecnica dei caratteri mobili il primo libro in assoluto in in Italia.

Nel corso del medioevo il feudo di Subiaco passò sotto il controllo di diverse famiglie: dai Colonna ai Borghese, dai Borgia ai Barberini. Nell’XI secolo venne fatta costruire dall’abate Giovanni V la rocca abbaziale, la quale con diverse modifiche strutturali divenne nel tempo residenza dei vari signori; qui nacquero Cesare e Lucrezia Borgia, figli del cardinale Rodrigo Borgia. Nel XIX secolo, in seguito al crollo dello Stato Pontificio, la cittadina fu annessa al nascente Regno d’Italia.

La storia più moderna di Subiaco è stata senz’altro segnata dagli eventi bellici della II guerra mondiale, quando per opera dei bombardamenti alleati l’intero centro storico fu raso al suolo. Anche strutture di rilievo storico ed architettonico, come il monastero di Santa Scolastica e la cattedrale di Sant’Andrea, subirono ingenti danni.

L’ARTE ED I MONUMENTI

Giungendo da Roma, appena entrati nell’abitato, si nota subito sulla destra l’antico ponte medioevale di San Francesco, costruito nel XIV secolo in cardellino (pietra locale). E’ composto da una torre quadrangolare e da un’unica arcata di circa 35 metri che scavalca il fiume Aniene. Il suo attuale nome deriva dalla vicinanza con il convento di San Francesco ma il suo nome originario era ponte di Campo d’Arco.

Il Convento di San Francesco con l’omonima chiesa adiacente, realizzati entrambi in stile romanico, si trovano su un’altura posta sulla sponda opposta del fiume Aniene rispetto all’abitato di Subiaco. Il convento sorse nel 1327 sui resti di un antico oratorio chiamato San Pietro in desertis, donato dall’abate di Santa Scolastica, Giovanni VI, a San Francesco d’Assisi  quando venne a Subiaco nel 1223 in visita al monastero di San Benedetto. Di particolare interesse all’interno della chiesa troviamo gli altari lignei ed una serie di affreschi seicenteschi. Interessante è anche il chiostro a pianta quadrata interno al convento, dove troviamo una colonna in marmo originaria dell’antica villa imperiale di Nerone.

Poco oltre il già citato ponte medievale troviamo il bellissimo e maestoso arco di trionfo, noto anche come Porta Pio VI, storico punto di ingresso alla cittadina, realizzato in pietra calcarea locale proprio in onore del suddetto pontefice che tanto contribui allo sviluppo urbanistico di Subiaco. L’opera in stile neoclassico, progettata da Pietro Camporese, fu ultimata nel 1789.

La Basilica di Sant’Andrea Apostolo si affaccia sull’omonima piazza di fronte al palazzo comunale. Il maestoso complesso venne realizzato nel XVIII secolo su una chiesa preesistente, intitolata a San Abondio, e fu consacrata da Pio VI il 22 maggio del 1789. L’interno è in stile neoclassico ed originariamente era ornato da affreschi del Manente e del Caraccipurtroppo andati persi con la quasi completa distruzione della basilica causata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. L’intero complesso fu ricostruito secondo il progetto originale negli anni cinquanta del secolo scorso.

Quasi nascosta nel labirinto di vicoli e scalinate del centro storico di Subiaco si trova la graziosa chiesa romanica di San Pietro, affacciata sull’omonima piazzetta e caratterizzata da un campanile ornato da ampie bifore. Ad eccezione del campanile, anche questa chiesa è stata completamente ricostruita dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

Nella parte sommitale del centro storico sorgono due importanti edifici: la Rocca abbaziale e la chiesa di Sanata Maria della Valle. Quest’ultima è di costruzione abbastanza recente, in quanto fu voluta da Pio VI nel 1773 e la sua realizzazione fu ultimata soltanto nel 1870. All’interno l’edificio si presenta a croce greca e custodisce alcune interessanti opere tra le quali una statua lignea di Maria  ed un dipinto su legno della Madonna Assunta in cielo. Esternamente la facciata si presenta divisa in due piani, in stile ionico quello inferiore ed ornato di colonne toscane quello superiore. La Rocca abbaziale (nota anche come Rocca dei Borgia) invece fu costruita sul finire dell’XI secolo per volere dell’abate Giovanni V con lo scopo di rafforzare il dominio monastico su Subiaco. Sin dall’inizio la costruzione fu dunque realizzata con evidenti caratteristiche difensive come fortificazioni perimetrali, una torre di avvistamento e delle carceri interne. Venne anche realizzata una chiesa interna, dedicata a San Tommaso. Danneggiata dal terremoto del 1349 la fortezza venne abbandonata ed in parte saccheggiata dagli stessi sublacensi. Dal 1476 per volere del cardinale Rodrigo Borgia la rocca venne restaurata e dotata di una torre quadrangolare munita di merlature. In quel periodo qui nacquero Cesare e Lucrezia Borgia, figli del cardinale e della sua amante Vannozza Caetani. Successivamente la rocca passò sotto il controllo del card. Giovanni Colonna ma a causa delle sue frizioni con la chiesa di Roma in alcuni scontri con l’esercito dello stato pontificio la struttura riportò numerosi danni. Nel 1778, per volere di Pio VI e sotto il controllo dell’arch. Pietro Camporese,  furono effettuati una serie di lavori di restauro che trasformarono la fortezza in palazzo residenziale; venne così eliminata la torre difensiva e la facciata occidentale fu dotata di un  grande orologio. Dopo la soppressione della Commenda nel 1915, la Rocca abbaziale venne affidata all’abate di Santa Scolastica e non fu più utilizzata come residenza. Oggi al suo interno troviamo il Museo delle Attività Cartarie e della Stampa.

Nella parte bassa del centro storico (da Piazza Sant’Andrea sino al corso del fiume Aniene) si estende il cosiddetto Borgo degli Opifici, dove fino a qualche decennio fa avevano sede le antiche botteghe artigiane del paese.

In località Pianello sorge invece la chiesa di San Lorenzo; qui la tradizione vuole che sia sorto il primo nucleo abitativo di Subiaco.

Uscendo dall’abitato di Subiaco in direzione di Jenne si raggiungono prima i resti dall’antica villa imperiale di Nerone poi i magnifici monasteri benedettini di San Benedetto e Santa Scolastica, i quali meritano assolutamente un approfondimento dedicato a parte (clicca sui collegamenti ipertestuali per approfondire).

LA NATURA

Subiaco è immersa nel cuore verde dell’alta Valle dell’Aniene e buona parte del suo territorio ricade all’interno dell’area protetta più importante del Lazio, il Parco Naturale dei Monti Simbruini.

La parte altimetricamente più bassa del comune è fortemente influenzata (sia climaticamente che morfologicamente) proprio dal corso del fiume Aniene, il quale dopo aver attraversato la stretta ed impervia gola rocciosa posta ai piedi dei monasteri benedettini, sfocia con morbide anse in un’area alluvionale pianeggiante. Uno dei luoghi di più alto interesse paesaggistico lungo il fiume Aniene in territorio sublacense è sicuramente il laghetto di San Benedetto.

Subito alle spalle del paese (Est) si innalza poderosa la verde dorsale montuosa dei Monti Simbruini che risale sino alle grandi alture carsiche di Monte Livata e culmina nella cima del Monte Calvo (1591 metri s.l.m.). Oltre si estendono le immense faggete che, alternate da radure carsiche di assoluta bellezza (Campo Buffone, Valle Maiura, Campo dell’OssoCampo Minio), risalgono con continuità sino al Monte Autore (1856 metri s.l.m.), massima cima della provincia di Roma.

Ad Ovest del fiume Aniene si alza invece la breve catena dei Monti Affilani, che scendono verso Subiaco con versanti ripidi e verdissimi.

In questo scenario di natura intatta e solenne, al di la delle discipline sportive da sempre pubblicizzate (come lo sci di discesa), fortunatamente vanno via via sviluppandosi sempre più attività volte a vivere il territorio nel pieno rispetto dello stesso, come ad esempio  l’escursionismo ed il mountain biking.

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